L'origine del simbolo è oscura.
Il simbolismo, la saggezza e i significati che contiene sono invece un incredibile concentrato e un'affascinante integrazione delle comprensioni filosofiche e matematiche di diverse culture ed epoche storiche. Come per tutti i simboli sacri, nessuno può rivendicarne la proprietà o l'interpretazione esclusiva.
L'origine risale a migliaia di anni fa, ma risulta difficile datarlo in modo preciso per la mancanza di testi scritti. La maggior parte degli studiosi sono concordi nel presentare l‟Enneagramma come conoscenza antica, ma divergono nel definire l'ambiente storico-culturale in cui si sarebbe formato. Se qualcuno avanza l'ipotesi di un'origine nell'Afghanistan 2 mila anni fa, altri lo collocano nell'antica Babilonia (3 mila anni a.C.).
L'origine risale a migliaia di anni fa, ma risulta difficile datarlo in modo preciso per la mancanza di testi scritti. La maggior parte degli studiosi sono concordi nel presentare l‟Enneagramma come conoscenza antica, ma divergono nel definire l'ambiente storico-culturale in cui si sarebbe formato. Se qualcuno avanza l'ipotesi di un'origine nell'Afghanistan 2 mila anni fa, altri lo collocano nell'antica Babilonia (3 mila anni a.C.).
L'elemento ricorrente in tutti è la presenza di comunità sufi che ne avrebbero garantito la trasmissione orale, limitata a gruppi ristretti, fino ai giorni nostri.
Omero (750 a.C. circa) nel poema epico Odissea incontrò i 9 caratteri in sequenza, ne descrisse gli stili e il modo di relazionarsi; l'Odissea è pervasa di significati simbolici e contiene una saggezza sacra che illustra il viaggio dell'anima e il funzionamento del cosmo.
La geometria sacra del Pitagorici, 500 anni a.C., sosteneva che la natura ultima della realtà fosse matematica e che "il mondo intero fosse armonia e numero". Alcune ricerche hanno trovato delle varianti di questo simbolo proprio in tale geometria. Questa matematica mistica, che voleva cogliere l'essenza delle cose, è passata attraverso Platone (Atene 427 a.C. – 347 a.C.) e i successivi neo-Platonici come strumento scientifico e magico in grado di cogliere i legami che esistono tra i vari elementi del cosmo, la rete delle affinità e delle simpatie che costituisce la struttura portante intima del reale. Considerando che "Dio sempre geometrizza", Platone riconosceva connessioni fra Numeri e Idee e calava i modelli intelligibili nella materia sensibile mediante le figure geometriche e i numeri, che non erano considerati come interi, ma come relazioni e rapporti.
La teoria dell'Enneagramma appare nell'ambito dell'esoterismo ebraico, nelle opere del filosofo ebreo di lingua greca Filone (Alessandria d'Egitto 13 a.C. – 45 d.C.) e successivamente si evidenzia come Albero della Vita nel simbolismo a 9 livelli della Cabala. Nello stesso periodo, lo Gnosticismo parlava dei tre centri e delle loro sedi. La predicazione di Gesù si svolse in un periodo in cui nel bacino del Mediterraneo confluivano tanti stimoli diversi: il passato Ellenico, il Neoplatonismo, le tradizioni orientali, ebraiche ed egiziane, tutti rivolti alla ricerca di una risposta ai quesiti fondamentali riguardo la struttura dell'universo, a chi siamo e alla divinità.
Omero (750 a.C. circa) nel poema epico Odissea incontrò i 9 caratteri in sequenza, ne descrisse gli stili e il modo di relazionarsi; l'Odissea è pervasa di significati simbolici e contiene una saggezza sacra che illustra il viaggio dell'anima e il funzionamento del cosmo.
La geometria sacra del Pitagorici, 500 anni a.C., sosteneva che la natura ultima della realtà fosse matematica e che "il mondo intero fosse armonia e numero". Alcune ricerche hanno trovato delle varianti di questo simbolo proprio in tale geometria. Questa matematica mistica, che voleva cogliere l'essenza delle cose, è passata attraverso Platone (Atene 427 a.C. – 347 a.C.) e i successivi neo-Platonici come strumento scientifico e magico in grado di cogliere i legami che esistono tra i vari elementi del cosmo, la rete delle affinità e delle simpatie che costituisce la struttura portante intima del reale. Considerando che "Dio sempre geometrizza", Platone riconosceva connessioni fra Numeri e Idee e calava i modelli intelligibili nella materia sensibile mediante le figure geometriche e i numeri, che non erano considerati come interi, ma come relazioni e rapporti.
La teoria dell'Enneagramma appare nell'ambito dell'esoterismo ebraico, nelle opere del filosofo ebreo di lingua greca Filone (Alessandria d'Egitto 13 a.C. – 45 d.C.) e successivamente si evidenzia come Albero della Vita nel simbolismo a 9 livelli della Cabala. Nello stesso periodo, lo Gnosticismo parlava dei tre centri e delle loro sedi. La predicazione di Gesù si svolse in un periodo in cui nel bacino del Mediterraneo confluivano tanti stimoli diversi: il passato Ellenico, il Neoplatonismo, le tradizioni orientali, ebraiche ed egiziane, tutti rivolti alla ricerca di una risposta ai quesiti fondamentali riguardo la struttura dell'universo, a chi siamo e alla divinità.
Il filosofo greco Neoplatonico Plotino (Licopoli 205 - Campania 270) scrive nelle Enneadi che la causa prima, eterna, insondabile, esistente in se stessa, espande l'essere e la vita in numerose ramificazioni. Tutti gli esseri traggono la loro esistenza da essa e differiscono solo per la molteplicità causata dal frazionamento della luce liberamente diffusa da tale prima essenza, non secondo la differenza sostanziale delle loro nature. Nell'esoterismo cristiano del V secolo d.C. il teologo bizantino Pseudo Dionisio l’Aeropagita, anch'egli influenzato dal Neoplatonismo, scrive La Gerarchia Celeste: lo schema è composto di tre Gerarchie o Sfere o triadi di angeli che contengono ognuna tre Ordini o Cori. Il grande Padre della chiesa orientale Massimo il Confessore (Costantinopoli 580 Schemaris, Lazica 662) parlò di tre tipi di creature, di tre radici esistenziali, di come Dio sia persona, essenza ed energia pur essendo assolutamente e semplicemente Uno. La struttura interna della teologia di Massimo è costituita da una bipartizione dell'intera storia umana, di cui la prima parte è composta dalla discesa di Dio verso l'uomo, ovvero la preparazione e il compimento dell'incarnazione del Logos; la seconda dalla risalita dell'uomo verso Dio, ovvero la divinizzazione dell'umanità nel Logos.
Quasi contemporaneamente, dall'altra parte del pianeta, in India nel VII secolo, il filosofo Gaudapada dava la prima esposizione sistematica all'Advaita Vedanta come disciplina filosofica tramite il suo commento sulla Manduka Upanisad. La tradizione vuole che il primo insegnamento sia stato trasmesso da Vishnu (o Shiva) ai Rishi, i poeti veggenti dei tempi remoti, autori dei Veda, della Triplice Scienza e delle Upanisad, che lo trasmisero agli uomini. Nella Triplice Scienza dei Veda la Realtà Suprema è chiamata Unico Essere, la Dottrina Advaita (non-dualità) dell'Uno, l'Assoluto che l'essere umano può accostare attraverso tre tipi di esperienza: sensoriale, sottile e della testimonianza.
Sempre nel VII secolo, quasi contemporaneamente alle grandi comunità monastiche del mondo cristiano, una minoranza di religiosi islamici si riuniva in confraternite, alla ricerca di una più autentica e profonda adesione spirituale con l'Eterno. A causa del mantello di lana grezza che indossavano, quei religiosi vennero chiamati Sufi "coloro che vestono di lana". Sono state proprio le popolazioni arabe a dare un fortissimo impulso alla ricerca alchemica iniziata in Occidente nel VII secolo.
Successivamente, variazioni del simbolo compaiono proprio nelle tradizioni islamiche sufi, in particolare negli scritti del teologo, filosofo e giurista persiano Abu Hamid Ibn Muhammad Ibn Muhammad al-Tusi al-Shafi'i al-Ghazali (Tus in Khorasan, Iran settentrionale 1058 - 1111). Al-Ghazali contribuì molto al Sufismo e quando le sue opere furono tradotte nel XIII secolo, influenzò il pensiero medievale ebraico e cristiano. Grazie all'opera di Costantino l’Africano (1020 - 1087), nel XI secolo un gran numero di studiosi occidentali si rese conto dei grandi tesori culturali disponibili in lingua araba e fra il XII e il XIII secolo apparve in tutta Europa una grande quantità di manoscritti di alchimia in latino, traduzioni integrali del testo arabo.
Sempre nel VII secolo, quasi contemporaneamente alle grandi comunità monastiche del mondo cristiano, una minoranza di religiosi islamici si riuniva in confraternite, alla ricerca di una più autentica e profonda adesione spirituale con l'Eterno. A causa del mantello di lana grezza che indossavano, quei religiosi vennero chiamati Sufi "coloro che vestono di lana". Sono state proprio le popolazioni arabe a dare un fortissimo impulso alla ricerca alchemica iniziata in Occidente nel VII secolo.
Successivamente, variazioni del simbolo compaiono proprio nelle tradizioni islamiche sufi, in particolare negli scritti del teologo, filosofo e giurista persiano Abu Hamid Ibn Muhammad Ibn Muhammad al-Tusi al-Shafi'i al-Ghazali (Tus in Khorasan, Iran settentrionale 1058 - 1111). Al-Ghazali contribuì molto al Sufismo e quando le sue opere furono tradotte nel XIII secolo, influenzò il pensiero medievale ebraico e cristiano. Grazie all'opera di Costantino l’Africano (1020 - 1087), nel XI secolo un gran numero di studiosi occidentali si rese conto dei grandi tesori culturali disponibili in lingua araba e fra il XII e il XIII secolo apparve in tutta Europa una grande quantità di manoscritti di alchimia in latino, traduzioni integrali del testo arabo.
Sembra che intorno al XIV, a raccogliere e passare il simbolo dell'Enneagramma, sia
stato l'ordine Sufi Naqshabandi. Per i Sufi la scienza dei 9 punti è considerata rappresentazione archetipo del cuore. Iniziò con il primo uomo, Adamo e si sviluppò nel corso della rivelazione progressiva dello Spirito attraverso i 27 principali profeti della storia. E' interessante notare l'analogia tra la Gerarchia Celeste del Medioevo cristiano e islamico.
Simboli molto simili all'Enneagramma appaiono nelle opere del mistico Ramon Lull (Palma de Mallorca 1235 1315) che aveva fatto studi religiosi e di filosofia greca e araba. Lull, dopo essere stato chiamato da Gesù e avere ascoltato una predicazione di San Francesco d'Assisi, iniziò la sua carriera di missionario cristiano laico, percorrendo mezza Europa.
stato l'ordine Sufi Naqshabandi. Per i Sufi la scienza dei 9 punti è considerata rappresentazione archetipo del cuore. Iniziò con il primo uomo, Adamo e si sviluppò nel corso della rivelazione progressiva dello Spirito attraverso i 27 principali profeti della storia. E' interessante notare l'analogia tra la Gerarchia Celeste del Medioevo cristiano e islamico.
Simboli molto simili all'Enneagramma appaiono nelle opere del mistico Ramon Lull (Palma de Mallorca 1235 1315) che aveva fatto studi religiosi e di filosofia greca e araba. Lull, dopo essere stato chiamato da Gesù e avere ascoltato una predicazione di San Francesco d'Assisi, iniziò la sua carriera di missionario cristiano laico, percorrendo mezza Europa.
Dal XII al XIV secolo, lungo le coste orientali del Mediterraneo, accadde nuovamente l'incontro di diverse culture, non solo per cause commerciali e politiche, ma anche religiose ed esistenziali.
Anche Dante Alighieri (Firenze 1265 Ravenna 1321) conosceva bene i 9 punti. Il suo viaggio dell'anima descritto nella Divina Commedia si compone di tre momenti fondamentali, Inferno, Purgatorio e Paradiso, di 9 livelli ciascuno. Nella discesa agli inferi visita le più profonde ferite diventate coazioni incontrollabili dell‟ego, proprio come nel repertorio dell'Enneagramma delle personalità e nella registrazione del DSM (Diagnostic Statistic Manual) americano.
Anche Dante Alighieri (Firenze 1265 Ravenna 1321) conosceva bene i 9 punti. Il suo viaggio dell'anima descritto nella Divina Commedia si compone di tre momenti fondamentali, Inferno, Purgatorio e Paradiso, di 9 livelli ciascuno. Nella discesa agli inferi visita le più profonde ferite diventate coazioni incontrollabili dell‟ego, proprio come nel repertorio dell'Enneagramma delle personalità e nella registrazione del DSM (Diagnostic Statistic Manual) americano.
Nell'ascensione della montagna ci conduce al limite estremo delle possibilità umane, proprio come accade a tutti coloro che si occupano di Enneagramma. C'è poi la visita ai cieli, gli stati superiori dell'Essere che sono accessibili tramite l'iniziazione o la contemplazione.
Successivamente, una figura a 9 punte molto simile al nostro simbolo compare sul frontespizio del manuale Arithmologia scritto dal gesuita tedesco Athanasius Kircher (Geisa 1602 1680), dedito agli studi orientali, geologia e medicina.
L'Enneagramma compare pubblicamente per la prima volta ad opera di George Ivanovich Gurdjieff (1872 1949), il quale ne sarebbe venuto a conoscenza durante uno dei suoi numerosi viaggi in Oriente. L'Enneagramma è strettamente legato all'insegnamento di Gurdjieff, che lo definì Il simbolo Maestro, poiché rappresenta per lui la traduzione simbolica della necessità di conflitti o di interventi nel corretto svolgimento di qualsiasi processo. Anche se il simbolo dell'Enneagramma aveva un posto importante nel priorato di Fontainebleau (dove Gurdjeff fondò l'Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo), non è dato esattamente sapere come Gurdjieff se ne servisse.
Successivamente, una figura a 9 punte molto simile al nostro simbolo compare sul frontespizio del manuale Arithmologia scritto dal gesuita tedesco Athanasius Kircher (Geisa 1602 1680), dedito agli studi orientali, geologia e medicina.
L'Enneagramma compare pubblicamente per la prima volta ad opera di George Ivanovich Gurdjieff (1872 1949), il quale ne sarebbe venuto a conoscenza durante uno dei suoi numerosi viaggi in Oriente. L'Enneagramma è strettamente legato all'insegnamento di Gurdjieff, che lo definì Il simbolo Maestro, poiché rappresenta per lui la traduzione simbolica della necessità di conflitti o di interventi nel corretto svolgimento di qualsiasi processo. Anche se il simbolo dell'Enneagramma aveva un posto importante nel priorato di Fontainebleau (dove Gurdjeff fondò l'Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo), non è dato esattamente sapere come Gurdjieff se ne servisse.
L'Enneagramma non è mai stato un metodo di descrizione della personalità o di comprensione dei diversi sistemi di configurazione dell'inconscio. Gurdjieff non lasciò nessuno scritto, tuttavia la sua interpretazione ci è nota grazie alle opere del suo allievo P.D. Ouspenskij e dell'allievo di quest'ultimo Kenneth Walker.
Il primo a presentare in Occidente il simbolo come oggi lo conosciamo è stato, come accennato in precedenza, intorno al 1913 il russo Georgi Ivanovitch Gurdjieff. L'utilizzo restò limitato all'ambito relativamente ristretto dei suoi discepoli, finché nel 1949 l'opera postuma di
Ouspensky Frammenti di un insegnamento sconosciuto rese pubblica l'esistenza del simbolo. Gurdjieff, insegnante di conoscenza esoterica e contemporaneo di Freud, lasciò intendere di essere stato introdotto nell'Enneagramma negli anni 20 in Afghanistan durante una visita ad un monastero Sufi Naqshbandi. Grandshaykh Abdullâh ad-Daghistâni, 39° capo spirituale della confraternita, raccontò di avere ricevuto la visita di Gurdjieff cui passò parte della scienza dei 9 punti, senza però il permesso di trasmetterla, soprattutto poiché Gurdjieff volle partire immediatamente.
In un'altra parte del globo, Oscar Ichazo (Roboré, Bolivia, 1931) dal 1955 cominciò a insegnare l'Enneagono, come lui definì la figura divisa in 9 parti, ponendo l'attenzione non sul punto (gramma), ma sull'angolo (gonia), dichiarando di esserne giunto alla comprensione con i propri studi e ricerche indipendenti.
Ichazo è stato il primo, almeno pubblicamente, a interpretare il simbolo per descrivere i differenti aspetti dell‟esperienza umana. Nel 1968 ha fondato l'Istituto di Gnoseologia a Santiago del Cile, con un dipartimento ad Arica, un villaggio al confine fra Cile e Perù, dove insegnava che, fra altri livelli di interpretazione, i 9 punti dell'Enneagramma si riferiscono a 9 distinti ego, o tipi di personalità.
Il primo a presentare in Occidente il simbolo come oggi lo conosciamo è stato, come accennato in precedenza, intorno al 1913 il russo Georgi Ivanovitch Gurdjieff. L'utilizzo restò limitato all'ambito relativamente ristretto dei suoi discepoli, finché nel 1949 l'opera postuma di
Ouspensky Frammenti di un insegnamento sconosciuto rese pubblica l'esistenza del simbolo. Gurdjieff, insegnante di conoscenza esoterica e contemporaneo di Freud, lasciò intendere di essere stato introdotto nell'Enneagramma negli anni 20 in Afghanistan durante una visita ad un monastero Sufi Naqshbandi. Grandshaykh Abdullâh ad-Daghistâni, 39° capo spirituale della confraternita, raccontò di avere ricevuto la visita di Gurdjieff cui passò parte della scienza dei 9 punti, senza però il permesso di trasmetterla, soprattutto poiché Gurdjieff volle partire immediatamente.
In un'altra parte del globo, Oscar Ichazo (Roboré, Bolivia, 1931) dal 1955 cominciò a insegnare l'Enneagono, come lui definì la figura divisa in 9 parti, ponendo l'attenzione non sul punto (gramma), ma sull'angolo (gonia), dichiarando di esserne giunto alla comprensione con i propri studi e ricerche indipendenti.
Ichazo è stato il primo, almeno pubblicamente, a interpretare il simbolo per descrivere i differenti aspetti dell‟esperienza umana. Nel 1968 ha fondato l'Istituto di Gnoseologia a Santiago del Cile, con un dipartimento ad Arica, un villaggio al confine fra Cile e Perù, dove insegnava che, fra altri livelli di interpretazione, i 9 punti dell'Enneagramma si riferiscono a 9 distinti ego, o tipi di personalità.
La sua geniale versione dell'Enneagramma era molto lontana dall'essere una definizione dei tipi o una gamma fissa di stereotipi; per lui ogni tipo era chiaramente la descrizione di un processo fluido e sottolineava che tutti gli stili sono disponibili a ognuno di noi. Egli disapprova la linea puramente tipologica seguita oggi dalla maggior parte degli insegnanti e poche sono le sue opere tradotte. La presentazione che Ichazo fa del proprio lavoro è cambiata nel tempo ed è oggi più completa e più ricca.
Così mentre Gurdjieff applicava il processo dell'Enneagramma a tutta la realtà, con una applicazione rudimentale all'essere umano, Ichazo usava la figura e le dinamiche del simbolo per spiegare il funzionamento della psiche. Tenne poi un corso per psicoterapeuti a Santiago del Cile, dal tema L'Ennegramma come mappa della psiche umana e delle sue fissazioni caratteriali. Fra i partecipanti: Claudio Naranjo (Santiago del Cile, 1932), psichiatra, psicoterapeuta e ricercatore associato presso l‟Università del Cile e di Berkeley in California.
Naranjo era giunto negli Stati Uniti all‟inizio degli anni 60 finendo in prima linea della "rivoluzione della coscienza" e del movimento per il potenziale umano centrati principalmente in California, nell'area della Baia di San Francisco e presso l'Esalen Institute a Big Sur. Abbandonata l'accademia formale, Naranjo ha lavorato con Fritz Perls, il fondatore della terapia Gestalt; con Idries Shah, insegnante di Sufismo e con numerose idee psicologiche e spirituali. Naranjo e lo scienziato John Lilly frequentarono un seminario di dieci mesi alla scuola di
Ichazo ad Arica; dopo sette mesi Naranjo sostenne di aver realizzato il satori (con questo termine, Ichazo non intendeva l‟Illuminazione, ma solo un potenziato senso di benessere fisico e psicologico) e fu cacciato dal gruppo, mentre Lilly rimase un mese in più. Naranjo riconobbe il potere dell'Enneagramma come strumento psicologico e il suo potenziale come parte di un serio lavoro spirituale e, pur avendo fatto voto di riservatezza a Ichazo riguardo alle informazioni ricevute nel suo Istituto, portò le teorie del boliviano a Esalen e nel 1969 istituì la sua scuola, il SAT (Seekers After Truth, Ricercatori di Verità, lo stesso nome che Gurdjieff nella sua biografia Incontri con uomini straordinari, dava al gruppo di amici con i quali aveva esplorato l'Asia da giovane e, coincidenza, anche una delle tre sillabe sacre che designano Brahaman nei Veda, quella che indica l'atto degno di lode, la costanza nel sacrificio, l‟offerta e la penitenza, di cui Brahaman è la meta). Rielaborò le descrizioni fondamentali degli enneatipi in modelli di carattere psicologicamente coesivi, le codificò nel linguaggio psicologico contemporaneo, intrecciò il suo distillato di esperienza da varie tradizioni e su queste basi mise insieme la sua teoria, introducendo così l'Enneagramma nella psicologia contemporanea occidentale e diventando la fonte di quasi tutta l'informazione pubblica riguardo al sistema negli anni a venire.
Gli incontri degli studenti con Naranjo, che inizialmente avvenivano nel cortile della sua casa di Berkeley, raccolsero in breve tempo centinaia di allievi, cui Naranjo a sua volta fece giurare di non insegnare il sistema senza il suo permesso. Facevano parte di quel gruppo originario la sua compagna Kathleen Riordan Speeth, figlia di due allievi diretti di Gurdjieff, la quale abbandonò la Fondazione Gurdjieff per il SAT, portandosi dietro le sue ampie conoscenze delle tecniche gurdjieffiane; Hameed Alì, che scrive con lo pseudonimo di A. H. Almaas, e che anni dopo, alla fine degli anni 70, formalizzò la sua comprensione nel sistema del Diamond Approach alla Realizzazione Interiore e cominciò a lavorare con un piccolo gruppo di studenti a Boulder, in Colorado: e Sandra Maitri.
A seguire il corso di Ichazo, era presente anche il gesuita Robert Ochs. Tramite Ochs l'Enneagramma trovò la sua via nella formazione all'interno della comunità gesuita, in cui Jerome Wagner, Maria Beesing, Robert Nogosek, Patrick O’Leary, Don Richard Riso (chiamò l'Enneagramma il gigante addormentato), Richard Rohr, Andreas Ebert, Kathleen Hurley e Teodhore Donson, Suzanne Zuercher e altri lo hanno conosciuto. Anche Padre Ochs richiese il vincolo di segretezza ai partecipanti dei suoi corsi, ma il discepolo padre Pat O’Leary rese pubblico ciò aveva compreso sull'Enneagramma pubblicando il primo libro ufficiale. A questo volume seguirono vari testi di Don Richard Riso che in seguito cominciò a lavorare in collaborazione con Russ Hudson, ex studente della Quarta Via, numerose pubblicazioni di Helen Palmer e più tardi dello stesso Naranjo, dei suoi allievi e degli allievi dei suoi allievi.
Naranjo e Ichazo possono essere considerati i principali artefici dell'evoluzione dell'Enneagramma in senso tipologico. A Ichazo si devono i punti forti della teoria, vale a dire l'individuazione delle caratteristiche di ogni tipo, le dinamiche evolutive e degenerative del soggetto. Naranjo, di formazione medica e psicoterapeutica, ha provveduto a riformulare con maggior pertinenza psicologica il sistema ed è stato tra coloro che maggiormente ne hanno perseguito una validità scientifica e terapeutica. Tra i suoi seguaci ricordiamo Helen Palmer che scoprì l'Enneagramma ai corsi di Kathleen Riordan Speeth e creò subito la scuola di tipologia e di utilizzo di "psicotecnologie" e "tecnologie spirituali" e Annè Linden. Richard Riso dopo aver lasciato l'abito religioso, ha coltivato in forma personale lo studio dell'Enneagramma, fondando "The Enneagram Institute" di New York, operante in campo psicoterapico.
Così mentre Gurdjieff applicava il processo dell'Enneagramma a tutta la realtà, con una applicazione rudimentale all'essere umano, Ichazo usava la figura e le dinamiche del simbolo per spiegare il funzionamento della psiche. Tenne poi un corso per psicoterapeuti a Santiago del Cile, dal tema L'Ennegramma come mappa della psiche umana e delle sue fissazioni caratteriali. Fra i partecipanti: Claudio Naranjo (Santiago del Cile, 1932), psichiatra, psicoterapeuta e ricercatore associato presso l‟Università del Cile e di Berkeley in California.
Naranjo era giunto negli Stati Uniti all‟inizio degli anni 60 finendo in prima linea della "rivoluzione della coscienza" e del movimento per il potenziale umano centrati principalmente in California, nell'area della Baia di San Francisco e presso l'Esalen Institute a Big Sur. Abbandonata l'accademia formale, Naranjo ha lavorato con Fritz Perls, il fondatore della terapia Gestalt; con Idries Shah, insegnante di Sufismo e con numerose idee psicologiche e spirituali. Naranjo e lo scienziato John Lilly frequentarono un seminario di dieci mesi alla scuola di
Ichazo ad Arica; dopo sette mesi Naranjo sostenne di aver realizzato il satori (con questo termine, Ichazo non intendeva l‟Illuminazione, ma solo un potenziato senso di benessere fisico e psicologico) e fu cacciato dal gruppo, mentre Lilly rimase un mese in più. Naranjo riconobbe il potere dell'Enneagramma come strumento psicologico e il suo potenziale come parte di un serio lavoro spirituale e, pur avendo fatto voto di riservatezza a Ichazo riguardo alle informazioni ricevute nel suo Istituto, portò le teorie del boliviano a Esalen e nel 1969 istituì la sua scuola, il SAT (Seekers After Truth, Ricercatori di Verità, lo stesso nome che Gurdjieff nella sua biografia Incontri con uomini straordinari, dava al gruppo di amici con i quali aveva esplorato l'Asia da giovane e, coincidenza, anche una delle tre sillabe sacre che designano Brahaman nei Veda, quella che indica l'atto degno di lode, la costanza nel sacrificio, l‟offerta e la penitenza, di cui Brahaman è la meta). Rielaborò le descrizioni fondamentali degli enneatipi in modelli di carattere psicologicamente coesivi, le codificò nel linguaggio psicologico contemporaneo, intrecciò il suo distillato di esperienza da varie tradizioni e su queste basi mise insieme la sua teoria, introducendo così l'Enneagramma nella psicologia contemporanea occidentale e diventando la fonte di quasi tutta l'informazione pubblica riguardo al sistema negli anni a venire.
Gli incontri degli studenti con Naranjo, che inizialmente avvenivano nel cortile della sua casa di Berkeley, raccolsero in breve tempo centinaia di allievi, cui Naranjo a sua volta fece giurare di non insegnare il sistema senza il suo permesso. Facevano parte di quel gruppo originario la sua compagna Kathleen Riordan Speeth, figlia di due allievi diretti di Gurdjieff, la quale abbandonò la Fondazione Gurdjieff per il SAT, portandosi dietro le sue ampie conoscenze delle tecniche gurdjieffiane; Hameed Alì, che scrive con lo pseudonimo di A. H. Almaas, e che anni dopo, alla fine degli anni 70, formalizzò la sua comprensione nel sistema del Diamond Approach alla Realizzazione Interiore e cominciò a lavorare con un piccolo gruppo di studenti a Boulder, in Colorado: e Sandra Maitri.
A seguire il corso di Ichazo, era presente anche il gesuita Robert Ochs. Tramite Ochs l'Enneagramma trovò la sua via nella formazione all'interno della comunità gesuita, in cui Jerome Wagner, Maria Beesing, Robert Nogosek, Patrick O’Leary, Don Richard Riso (chiamò l'Enneagramma il gigante addormentato), Richard Rohr, Andreas Ebert, Kathleen Hurley e Teodhore Donson, Suzanne Zuercher e altri lo hanno conosciuto. Anche Padre Ochs richiese il vincolo di segretezza ai partecipanti dei suoi corsi, ma il discepolo padre Pat O’Leary rese pubblico ciò aveva compreso sull'Enneagramma pubblicando il primo libro ufficiale. A questo volume seguirono vari testi di Don Richard Riso che in seguito cominciò a lavorare in collaborazione con Russ Hudson, ex studente della Quarta Via, numerose pubblicazioni di Helen Palmer e più tardi dello stesso Naranjo, dei suoi allievi e degli allievi dei suoi allievi.
Naranjo e Ichazo possono essere considerati i principali artefici dell'evoluzione dell'Enneagramma in senso tipologico. A Ichazo si devono i punti forti della teoria, vale a dire l'individuazione delle caratteristiche di ogni tipo, le dinamiche evolutive e degenerative del soggetto. Naranjo, di formazione medica e psicoterapeutica, ha provveduto a riformulare con maggior pertinenza psicologica il sistema ed è stato tra coloro che maggiormente ne hanno perseguito una validità scientifica e terapeutica. Tra i suoi seguaci ricordiamo Helen Palmer che scoprì l'Enneagramma ai corsi di Kathleen Riordan Speeth e creò subito la scuola di tipologia e di utilizzo di "psicotecnologie" e "tecnologie spirituali" e Annè Linden. Richard Riso dopo aver lasciato l'abito religioso, ha coltivato in forma personale lo studio dell'Enneagramma, fondando "The Enneagram Institute" di New York, operante in campo psicoterapico.
L'Enneagramma ha cominciato così a essere divulgato al vasto pubblico, diventando ampiamente conosciuto in vari campi come tipologia delle personalità. Lungo il percorso molte informazioni sono andate perse, altre sono state dissimulate o deformate, talvolta in buona fede, talvolta no.
L'Enneagramma descrive in modo straordinario ciò che tutte le religioni e filosofie hanno in comune nel loro nucleo originario, ciò che qualsiasi via spirituale riconosce da sempre: il nostro essere esseri che hanno dimenticato la loro origine divina e che per ricordarla hanno innanzi tutto bisogno di riconoscere ciò che li separa da Dio. La traccia della trasmissione del simbolo rimane poco chiara prima di Gurdjieff e Ichazo, ed è indubbio che come oggi è conosciuto al grande pubblico possiede solo un lontano rapporto con l'eredità spirituale di cui fa parte.
E' comunque interessante che la cartografia dell'ego proposta dai Sufi, dai Padri del Deserto, dalla Cabala o dai Gesuiti, corrisponda alle considerazioni della psicologia moderna e della scienza contemporanea. Il fatto che persone di tutto il mondo possano riconoscere questi 9 aspetti nelle loro culture natali, anche se consideriamo la sua versione puramente psicologica, esprime che l'Enneagramma tocca qualcosa di universale nella natura e nel funzionamento degli esseri umani che ha il potere di metterci a nudo e di annullare incomprensioni e separazioni.
L'Enneagramma descrive in modo straordinario ciò che tutte le religioni e filosofie hanno in comune nel loro nucleo originario, ciò che qualsiasi via spirituale riconosce da sempre: il nostro essere esseri che hanno dimenticato la loro origine divina e che per ricordarla hanno innanzi tutto bisogno di riconoscere ciò che li separa da Dio. La traccia della trasmissione del simbolo rimane poco chiara prima di Gurdjieff e Ichazo, ed è indubbio che come oggi è conosciuto al grande pubblico possiede solo un lontano rapporto con l'eredità spirituale di cui fa parte.
E' comunque interessante che la cartografia dell'ego proposta dai Sufi, dai Padri del Deserto, dalla Cabala o dai Gesuiti, corrisponda alle considerazioni della psicologia moderna e della scienza contemporanea. Il fatto che persone di tutto il mondo possano riconoscere questi 9 aspetti nelle loro culture natali, anche se consideriamo la sua versione puramente psicologica, esprime che l'Enneagramma tocca qualcosa di universale nella natura e nel funzionamento degli esseri umani che ha il potere di metterci a nudo e di annullare incomprensioni e separazioni.